© Vincent Bauza
Scoprire...

il patrimonio

Tra l’estuario della Loira e l’Oceano Atlantico, Saint-Nazaire ha avuto un rapido sviluppo e ha vissuto due nascite in un secolo. La scoperta di questa rubrica vi aiuterà a comprendere la singolare avventura umana di Saint-Nazaire, città-testimone del XX secolo. Immergetevi nella storia di Saint-Nazaire per comprendere meglio il suo patrimonio…

Attraverso i quartieri

di Saint-Nazaire

Scoprire Saint-Nazaire significa prendersi il tempo per passeggiare e gironzolare tra le diverse atmosfere dei quartieri della città…

Attraverso La Havane…

Che ne dite di un piccolo viaggio nel tempo?

Il quartiere de La Havane, con le sue ville e le sue strade tranquille, racconta la storia della città del ‘900. In piena espansione, questa città industriale e portuale aveva un’anima viaggiatrice, guardando tutte queste navi da crociera in partenza per l’America Centrale. Tra le destinazioni: Santander, L’Avana, Veracruz… nomi che si trovano sui cartelli stradali di questo piccolo quartiere che si affaccia sul lungomare e colori che portano esotismo e sole al vostro soggiorno.

Un altro punto di vista: per scoprire questo quartiere della Belle-Epoque, procuratevi presso l’Ufficio del Turismo la mappa per un percorso d’orientamento nella città del 1905 (in francese).

Il quartiere Petit Maroc

Nonostante le sue numerose trasformazioni, questo è il quartiere storico di Saint-Nazaire, idealmente situato alla foce della Loira. È soprattutto a partire dal XIX secolo che si sviluppa e si urbanizza. Una passeggiata nel quartiere è un must, soprattutto lungo il bacino, costruito tra il 1848 e il 1856. È da lì che sono partiti i transatlantici per l’America Centrale. Il terminal dei traghetti transatlantici si trovava nello stesso luogo dove oggi sorge la base dei sottomarini. E il nome del quartiere? Verrebbe dalla zona un tempo frequentata dai pescatori.
Quartiere in piena trasformazione, il Petit Maroc è un quartiere vivace con i suoi bar, ristoranti, luoghi alternativi e culturali come l’Ecomuseo di Saint-Nazaire.

Attraverso Méan-Penhoët…

Intorno al piccolo porto della Brivet, Méan è un vecchio villaggio di marinai, pescatori e agricoltori che approfittano della costruzione navale in legno e del suo legame con la Brière. Nel 1862, il primo cantiere navale moderno fu stabilito sull’estuario. La vicina frazione di Penhoët ha quindi una nuova storia: industriale, operaia e artigianale. Oggi, Méan l’historique e Penhoët formano un unico quartiere.

Smartphone in mano, esplorate questo quartiere con la sua identità unica e il suo patrimonio sorprendente.

Un’app gratuita “Baludik” e l’opuscolo “Récits de quartier” (versione francese) vi permettono di scegliere la vostra passeggiata “del patrimonio”. Lasciatevi guidare dal personaggio di Eugenie per una passeggiata di 1h30, srotolando il filo di una storia dell’inizio del XX secolo, o da André, un operaio navale, per un viaggio a ritroso ai tempi degli anni ’50 (1h a piedi). Infine, è possibile seguire un percorso più breve con Michelle, Julie e cercare di raggiungere il gatto Marcel (percorso di 30 minuti). Queste passeggiate sulle orme di questi abitanti vi condurranno ai quattro angoli del quartiere.

Monumenti e patrimonio

da scoprire

Le origini

Numerosi megaliti e resti archeologici attestano un’occupazione molto lontana della regione di Nazairian. 6.000 anni fa, la gente si stabilì e costruì edifici di pietra. Il tumulo di Dissignac, una vasta tomba, o il dolmen delle Tre Pietre e il suo menhir nel centro della città mostrano l’organizzazione sociale e la spiritualità dei primi abitanti della penisola di Guérande.

L’ascesa di Saint-Nazaire: una città rivolta verso il mare

A metà del XIX secolo, Saint-Nazaire divenne il porto di Nantes. Il suo destino cambiò: la città si sviluppò, fu costruita e decollò. Furono creati dei cantieri navali e la città divenne un porto transatlantico. Nonostante la distruzione durante la seconda guerra mondiale, questo patrimonio del XIX secolo può ancora essere scoperto.

Intorno al bacino di Saint-Nazaire, per esempio, diversi elementi risalgono a questo periodo: il vecchio molo (1835), i 2 moli con il loro faro, la chiusa situata a ovest del bacino…. La tua passeggiata può anche portarti alla vecchia stazione ferroviaria, che fu aperta nel 1867 ed è ora parte del teatro della città. La Galleria Francescana, un’ex cappella del 1875, è stata trasformata in uno spazio espositivo. Un po’ più avanti sul lungomare, si incontra il forte di Villès-Martin (1861). Nel quartiere di Penhoët, la sala del mercato risale al 1877.

Il Ponte di Saint-Nazaire

Con la sua curva elegante e i suoi stralli dipinti in rosso e bianco, il ponte di Saint-Nazaire, completato nel 1975, collega le due sponde dell’estuario della Loira.
È il ponte più lungo della Francia: si trova a 61 m sopra il fiume e si estende per 3.356 m tra Saint-Nazaire e Saint-Brévin.

Storia(e) di guerre e di pace

a Saint-Nazaire

Saint-Nazaire è stata al centro della prima e la seconda guerra mondiale. La città conserva le tracce del suo passato. Vere e proprie testimonianze della storia, permettono una migliore comprensione della città di oggi.

La prima guerra mondiale

La mattina del 26 giugno 1917, è a Saint-Nazaire che i primi contingenti americani mettono piede sul suolo francese. Gli Stati Uniti, appena entrati in guerra a fianco degli Alleati, hanno scelto Saint-Nazaire, oltre a Nantes, come base n°1 per il loro sistema di sbarco. Comincia, così, a Saint-Nazaire il periodo di presenza dei « Sammies »… Tra il 1917 e il 1919, quasi 198.000 uomini e una media giornaliera di 4.400 tonnellate di merci sbarcano a Saint-Nazaire. Per il loro sostentamento, gli Americani realizzano dei lavori considerevoli sul porto e in città, contribuendo alla modernizzazione della città per gli anni a venire.

Il Sammy

Inaugurato nel 1926, il Monumento Americano, noto anche come il Sammy o addirittura il “Soldato della Libertà”, commemora l’arrivo delle truppe americane a Saint-Nazaire dal 1917. Distrutto dall’occupante tedesco nel 1941, il monumento è stato ricostruito nel 1989, grazie ad una stipulazione franco-americana.

La seconda guerra mondiale

Se la Prima Guerra mondiale è stata, quindi, accompagnata da una presenza straniera piuttosto ben accettata, ciò non sarà il caso durante la Seconda Guerra Mondiale. L’esercito tedesco, arrivato nel giugno 1940, farà di Saint-Nazaire uno dei suoi punti strategici del “Muro dell’Atlantico”, costruendo una base enorme per ospitare due flotte di sommergibili proprio sul sito dell’ex stazione marittima transatlantica. Verrà liberata solo l’11 maggio 1945, dopo nove mesi di « poche » (=tasca). Distrutta all’85%, la città sarà un campo di rovine intorno ad una base sottomarina ancora in piedi…

Per saperne di più
  • Operazione Chariot

    Alle 1:30 del 28 marzo 1942, dopo una navigazione pericolosa nel bel mezzo di una flottiglia protettiva, il cacciatorpediniere britannico HMS Campbeltown, pieno di esplosivi, si lancia contro la porta della chiusa Joubert. Dieci ore dopo, la nave esplode, uccidendo i soldati tedeschi che vennero a ispezionarla e rendendo inutilizzabile la chiusa.

    L’operazione Chariot raggiunse il suo scopo: impedire alla corazzata tedesca Tirpitz di arrivare a Saint-Nazaire (la chiusa Joubert era l’unico dispositivo portuale abbastanza grande su tutta la costa atlantica per ospitarla), il che avrebbe rinforzato la Kriegsmarine nei suoi attacchi contro i convogli alleati. La paralisi del porto di Saint-Nazaire in seguito a questa operazione e i massicci bombardamenti alleati contribuiscono ad indebolire le posizioni tedesche.

    Il bilancio umano è, però, tragico. 169 inglesi furono uccisi, 215 furono fatti prigionieri; dei 600 uomini del commando, tutti volontari, solo 227 riusciranno a tornare in Gran Bretagna. Il 28 marzo di ogni anno si svolge una cerimonia ufficiale sul lungomare.

    A Saint-Nazaire, un cannone di Campbeltown ricorda questo importante atto militare (installato per la prima volta di fronte all’estuario della Loira, il cannone è stato smontato nel giugno 2016 per essere restaurato; è di nuovo visibile, ma questa volta sulla terrazza panoramica, molto vicino al suo obiettivo di allora, la chiusa Joubert).

  • La tragedia del Lancastria

    17 giugno 1940: più di 5.000 persone, la maggior parte dei soldati britannici, si ammassano a bordo del transatlantico Lancastria al largo di Saint-Nazaire per sfuggire alle truppe tedesche che avanzano verso la costa atlantica. Mentre sta per lasciare l’entrata dell’estuario della Loira, la nave viene attaccata da un bombardiere tedesco: affonda in 15 minuti… La tragedia causerà almeno 4.000 vittime.

    Il Lancastria ha avuto una storia straordinaria che non può lasciare nessuno indifferente. Il suo passato da nave da crociera, da nave passeggeri, porta truppa e poi, il caso, o il tragico destino che lo attendeva a Saint-Nazaire.

La Ricostruzione

a Saint-Nazaire

Dopo la Seconda Guerra mondiale, la città, distrutta per l’85%, era un vasto cantiere. In quattordici anni, 12.000 case, un centinaio di edifici pubblici e 120 km di strade ristrutturate o nuove emergono dal terreno… Saint-Nazaire inizia la sua ricostruzione architettonica…

Dal 1948, questo impulso di costruzione si traduce in piccoli edifici di ispirazione regionalista, tradizionale o modernista. Le facciate rivestite in pietra calcarea, mattoni, arenaria rosa o giallo pallido, pavimentazioni in vetro o verniciate di bianco forniscono luminosità, mentre gli abitanti di Saint-Nazaire scoprono il comfort di case funzionali e luminose.

Il marchio Patrimoine del XX secolo è stato creato dal Ministero della Cultura nel 1999 per identificare i notevoli risultati di questo secolo in termini di architettura e pianificazione urbana. A Saint-Nazaire, il palazzetto dello sport detto “la Soucoupe”, il municipio, l’acquedotto del Moulin du Pé, la base sottomarina e la grande forma della chiusa Joubert godono del marchio, grazie alla loro architettura originale o alla loro notevole tecnicità. Testimoniano l’audacia e il rigore nell’uso del cemento.

L’interesse patrimoniale di questi testimoni dell’evoluzione tecnica, economica, sociale e culturale della nostra società è, così, riconosciuto e valorizzato.