© Alexandre Lamoureux
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il porto

Il porto, la ragion d’essere della città, è il testimone privilegiato della sua storia. Oggi non è rimasto nulla degli impianti transatlantici che hanno reso Saint-Nazaire il punto di partenza privilegiato per Cuba, Messico, Panama… Il sito portuale è stato stravolto dalla costruzione, tra il 1940 e il 1942, della base sottomarina tedesca che ha sostituito la stazione transatlantica. Oggi, il Porto permette a Saint-Nazaire di offrire, intorno alle banchine, un’autentica e originale offerta turistica e culturale.

 

Un porto

in centro

Dopo la guerra, la città fu ricostruita voltando le spalle al porto. A metà degli anni ’90, il comune ha avviato una riflessione su larga scala sul futuro non solo della base sottomarina, ma anche del rapporto tra la città e il porto.

Inaugurato nell’aprile 2000, allo stesso tempo del suo elemento più significativo, Escal’Atlantic, Ville-Port, avvicina la città alle sue banchine originali. L’antica base sottomarina, che per decenni ha rappresentato un formidabile ostacolo tra il centro città e i bacini, non viene distrutta ma integrata alla città: una rampa pedonale conduce al tetto* per una vista spettacolare del porto e l’estuario; diverse rientranze vengono forate per aprire impressionanti spazi pubblici. La base non ospita più gli U-boot tedeschi, ma luoghi culturali (il LiFE e il VIP), l’Ufficio del Turismo e naturalmente Escal’Atlantic.

Ma anche intorno alla base con: un cinema, un supermercato, un centro commerciale, un hotel a tre stelle… per non parlare del Teatro Simone Veil a Saint-Nazaire, costruito sul sito della vecchia stazione ferroviaria e che incorpora parti di questo edificio del XIX secolo. E attraverso le opere di Gilles Clément e Felice Varini realizzate nell’ambito della Biennale Estuaire Nantes <> Saint-Nazaire, l’arte contemporanea a Ville-Port trova un “supporto” sulla scala dell’intero paesaggio portuale.

  • Un porto transatlantico

    Dal 1862, Saint-Nazaire, originariamente un semplice villaggio di pescatori e piloti, è diventato un porto transatlantico, punto di partenza privilegiato per l’America Centrale. È da Saint-Nazaire che la Compagnie Générale Transatlantique effettua linee regolari per il Messico e Panama, con diverse fermate nelle Antille e nei Caraibi.

    Grazie all’intensa attività cantieristica navale, del traffico portuale e transatlantico, la città conobbe un tale boom, passando da circa 800 a 30.000 abitanti tra il 1860 e il 1900, da diventare nota come “la piccola California bretone”.

    Fino alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, passeggeri e merci per le Antille e l’America centrale passavano, quindi, da Saint-Nazaire. Gli impianti portuali si sono adattati e ampliati: l’apertura della chiusa sud (inaugurata nel 1907), la creazione dell’enorme chiusa Joubert (utilizzata per la prima volta nel 1932), che ha reso possibile anche – e soprattutto – la costruzione di navi da crociera sempre più grandi.

     

    La prima guerra mondiale

    La mattina del 26 giugno 1917, è a Saint-Nazaire che i primi contingenti americani mettono piede sul suolo francese. Gli Stati Uniti, appena entrati in guerra a fianco degli Alleati, hanno scelto Saint-Nazaire, oltre a Nantes, come base n°1 per il loro sistema di sbarco. Comincia, così, a Saint-Nazaire il periodo di presenza dei « Sammies »… Tra il 1917 e il 1919, quasi 198.000 uomini e una media giornaliera di 4.400 tonnellate di merci sbarcano a Saint-Nazaire. Per il loro sostentamento, gli Americani realizzano dei lavori considerevoli sul porto e in città, contribuendo alla modernizzazione della città per gli anni a venire.

     

    La seconda guerra mondiale

    Se la Prima Guerra mondiale è stata, quindi, accompagnata da una presenza straniera piuttosto ben accettata, ciò non sarà il caso durante la Seconda Guerra Mondiale. L’esercito tedesco, arrivato nel giugno 1940, farà di Saint-Nazaire uno dei suoi punti strategici del “Muro dell’Atlantico”, costruendo una base enorme per ospitare due flotte di sommergibili proprio sul sito dell’ex stazione marittima transatlantica. Verrà liberata solo l’11 maggio 1945, dopo nove mesi di « poche » (=tasca). Distrutta all’85%, la città sarà un campo di rovine intorno ad una base sottomarina ancora in piedi…

Le Vieux Môle

(Il vecchio molo)

Scoprite la stella di Saint-Nazaire

La passeggiata inizia, così, di fronte all’estuario della Loira, in direzione del Vecchio Molo. Con il suo lungo molo in pietra scolpita, il Vecchio Molo porta con orgoglio i suoi 180 (circa) anni di vita. Affiancato da una struttura molto moderna, la tavola d’orientamento di Tintin, oggi il Vecchio Molo fa talmente parte del paesaggio portuale che si dimenticherebbe quasi che, nel 1838, diede luogo a una piccola rivoluzione.

Fino ad allora, Saint-Nazaire aveva solo un piccolo porto di arenamento, accessibile unicamente con l’alta marea e per nulla adatto al traffico marittimo e fluviale molto intenso dell’epoca. Con il molo di riparo, messo in servizio nel 1838, le navi, compresi i “battelli a vapore della Loira” che trasportavano passeggeri, potevano finalmente attraccare più facilmente. Saint-Nazaire non era più sinonimo di sbarchi da incubo, come era il caso in precedenza: nel suo romanzo Béatrix, ambientato sulla penisola di Guérande (1829), Balzac evoca le “rocce viscide e le scogliere granitiche” che rendevano ogni trasbordo un’avventura difficile.

Tintin

a Saint-Nazaire

Rotta per Saint-Nazaire mille sabordi!

Saint-Nazaire è una delle poche città – o meglio uno dei pochi porti – a poter rivendicare il passaggio di Tintin!

Ricordate: in “Le Sette Sfere di Cristallo”, Tintin, Milù e Capitano Haddock vanno a Saint-Nazaire, in un momento in cui il porto transatlantico esiste ancora. Sono alla ricerca del loro amico, il professor Girasole. Alcuni cattivi l’hanno rapito. Bisogna salvare il professore…!

Con l’obiettivo di perpetuare la memoria del passaggio di Tintin a Saint-Nazaire, i tintinofili dell’associazione di Saint-Nazaire “Les 7 Soleils” hanno installato sei affreschi su metallo smaltato, proprio nei luoghi della storia. Questi pannelli riproducono le vignette dell’album: vedere Tintin e i suoi compagni che girano per il porto di Saint-Nazaire, nella cornice naturale del paesaggio portuale, crea un effetto specchio piuttosto sorprendente…  Seguendo i passi di Tintin !

Le vignette danno vita anche a un intero capitolo della storia di Saint-Nazaire che non è mai scomparso. Hergé, infatti, attirò i suoi eroi nella città dell’anteguerra, in un’epoca in cui Saint-Nazaire era ancora punto di partenza per l’America Centrale, con un tocco di avventura e di esotismo.

La tavola di orientamento di Tintin

Un Oggetto Non Identificato dalle forme eleganti, che ricorda le prue dei transatlantici, attraccato nel porto di Saint-Nazaire, vicino al Vecchio Molo, di fronte all’estuario. È la tavola di orientamento di Tintin, l’ultima pietra miliare del percorso a Saint-Nazaire di Tintin, Capitano Haddock e Milù.

I 13 porti veri (oltre a Saint-Nazaire) visitati da Tintin e due luoghi immaginari appaiono su questa tavola di orientamento in metallo patinato, progettata dall’artista plastico Jérôme Besseau e co-eseguito da studenti di diverse scuole superiori di Saint-Nazaire.